Storia

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Dievole. Una storia di mille anni, un futuro appena nato

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Dievole è un angolo di Toscana noto da sempre per essere un piccolo paradiso terrestre. Qui il dialogo tra natura e uomo non si è mai interrotto e il motivo lo spiega il nome stesso: la radice del nome Dievole, infatti, si può far risalire al significato di “Dio vuole”.

Il nome Dievole appare per la prima volta ufficialmente nel XI secolo e precisamente il 10 maggio del 1090. In quegli anni l’islandese Leif Erikson scopre il Nord America, i cinesi scoprono la polvere da sparo, Bologna apre la prima università del mondo, Roma è invasa dai Normanni e Papa Urbano II conquista Gerusalemme. Quel giorno, si legge nel contratto del notaro Bellundo, vennero pagati due capponi, tre pani e sei ‘denari lucchesi’ di buon argento per l’affitto annuale di una vigna nella valle divina, a Dievole, appunto.

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Otto secoli e innumerevoli generazioni dopo, un altro contratto racconta di Dievole. Questa volta è un dono di nozze. Il Conte Giulio Terrosi-Vagnoli regala la Tenuta, costata ben 361.632 Lire, alla sua futura sposa Ildegonda Camaiori che sarà l’ultima nobildonna di Dievole. A lei si deve un prezioso documento che è giunto intatto fino a noi: il Quaderno dei Saldi di Dievole, contenente tutti i nomi delle famiglie contadine di allora e quello del podere loro affidato. Nomi dietro ai quali si legge la passione della gente chiantigiana per la propria terra. Molti discendenti di quelle famiglie sono ancora qui. A partire dagli anni ’80 la loro sapienza antica è tornata a prendersi cura dei vigneti di Dievole: 16 vigneti come 16 erano i poderi nei quali era divisa la proprietà.

Dievole Oggi

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Nel 2012 Dievole inizia un armonico e graduale rinnovamento che punta a fare risaltare l’identità più profonda di questi luoghi.  Sogni di ieri diventano obiettivi di domani, le antiche certezze si confrontano con nuove idee. È un’evoluzione, all’insegna del rispetto, che è partita dall’ascolto della terra e che ha un unico filo conduttore: la qualità.

Una qualità che a Dievole nasce prima di tutto da risorse eccellenti come una terra profondamente vocata, come l’esperienza dell’uomo su di essa, come l’attitudine costante all’innovazione. Sono questi gli strumenti con i quali il team di Dievole guarda al futuro, nell’intento di custodire l’atmosfera di questo luogo incantato e tradurla al mondo.

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Tre sono le espressioni di Dievole: i suoi vigneti che disegnano onde sulle colline e danno vita a vini freschi ed intensi a base di Sangiovese, gli ulivi che punteggiano il paesaggio con il loro fascino senza tempo e la calda accoglienza della Villa storica – Villa Dievole – un elegante resort di campagna dove è possibile vivere momenti indimenticabili.

Rivedendo il Passato di Dievole

 

bottlesDievole produce vino dal 1090 e da allora l’azienda è in continua evoluzione, con notevoli passi avanti negli ultimi anni. Una semplice occhiata alle etichette del passato racconta una storia sì di cambiamento, ma anche di coerenza.

Nel 1985 il nostro Chianti Classico era contraddistinto da un’etichetta araldica, elegantemente colorata in bianco e nero. Il nome si riferisce al “Colombaio”, il vigneto più vicino al borgo, ereditato dalla nobile famiglia Malavolti di Siena, che furono proprietari di Dievole per diversi secoli.

Gli anni ’80 e ’90 hanno introdotto una nuova era – il logo di Dievole e una grafica sull’etichetta che enfatizza le caratteristiche del vino stesso. Lo sfondo dorato – che col passare del tempo è stato uniforme, a righe o screziato – rappresenta la terra stessa, il terroir di questo Chianti Classico inconfondibile.

A volte, sull’etichetta si può leggere “Villa Dievole” invece di semplicemente “Dievole”, per sottolineare la natura ospitale di questo luogo, una caratteristica che lo rappresenta da sempre.

Il 2013 segna una nuova epoca per Dievole, il Rinascimento della cantina che si rifà a questi valori: il patrimonio e la terra, l’ospitalità e le persone. Il Chianti Classico 2013 è il primo vino di Dievole a pienamente trasmettere l’unicità del suo terroir e il rispetto serbatogli dall’azienda. L’etichetta e il packaging riflettono l’essenza del vino e la nuova filosofia di produzione: elegante, fresco e complesso con splendidi aromi che rispecchiano lo spirito antico del nostro territorio.