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Il Trebbiano, un vitigno alla riscossa

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una vera e propria riscossa del Trebbiano. Scopriamo qualcosa su questo vitigno e lasciamo stupire dalle sue caratteristiche.

Ho scelto di intitolare questo post sul Trebbiano, usando il termine “riscossa” per alcuni motivi ben precisi. Questo vitigno negli ultimi anni sta vivendo una riscoperta fenomenale ed ha abbandonato la fama di vino da tutti i giorni che lo contraddistingueva. Per secoli il Trebbiano è stato considerato un vino alla buona, con un bouquet aromatico piuttosto ridotto, il vino del contadino per capirsi. Insomma un vino senza troppe pretese. Se mi permettete un paragone calcistico, è un vitigno che gioca da mediano, fa tanto lavoro ma poi i profumi e il gusto lo mettono gli altri. Il Trebbiano era un vitigno che costruiva il gioco (e il vino) ma non segnava mai. Ma qualcosa è cambiato.

Un po’ di storia del Trebbiano

Ricordate l’altro post sul Vermentino, quando vi raccontavo che era un vino misterioso? Ecco oggi è l’esatto contrario! Il primo a citare un vinum trebulanum è stato Plinio il Vecchio parlando di un vino bianco prodotto nella zona di Capua. Quindi i romani già conoscevano e bevevano il progenitore del nostro vino. E probabilmente sono stati proprio i romani a diffondere la coltivazione di questo vitigno in tutta Italia. Devo subito specificare che non esiste un un unico Trebbiano, ma ne esistono molti cloni: il toscano, l’abruzzese, lo spoletino, il romagnolo giusto per fare qualche esempio. E non finisce qui, perché questo vitigno si coltiva molto anche in Francia, dove è conosciuto come Ugni Blanc e serve per produrre Cognac e Armagnac. Questa grande diffusione dell’uva ha portato col tempo ad alcune differenze importanti che si possono rilevare tra i vari cloni, pertanto sarebbe più corretto parlare del Trebbiano non più come vitigno unico, ma come una famiglia di cloni.

Caratteristiche del vitigno Trebbiano

Il Trebbiano oggi è in Italia il primo vitigno a bacca bianca per estensione di coltivazione. Questo perché è un uva che dà rese molto elevate che la rendono perfetta per essere tagliata con altri uvaggi più aromatici. Ed eccoci alla cattiva fama del Trebbiano. Per molto tempo si è creduto che, da solo, fosse un vino da grande distribuzione, per i palati poco raffinati, un vino che ha una leggera acidità e… poco più. Nonostante questo pensate che i vari Trebbiani si trovano in moltissimi disciplinari di produzione: il clone toscano, per esempio, è tra i vitigni ammessi nel disciplinare del Chianti.

Questa bad reputation di vino semplice o al massimo da taglio è stata improvvisamente abbattuta qualche anno fa (nel 2102), quando un Trebbiano d’Abruzzo è stato votato da una giuria di esperti il miglior vino italiano. Da quel momento si sono accesi i fari sul Trebbiano ed è stata una riscoperta dei vari cloni in giro per la penisola! Io stesso ho snobbato per molti anni questi vini, un po’ per moda, un po’ per ignoranza, ma è bello cambiare idea ed adesso ne sono un grandissimo fan. Ci sono alcuni Trebbiani abruzzesi davvero eccellenti, o alcuni spoletini invecchiati nelle anfore e lasciati macerare sulle bucce che sono assolutamente sorprendenti. 

Il Campinovi IGT

Da buon toscano, però potevo non parlare di un vino toscano? Ovviamente no. Eccoci quindi a parlare del Campinovi, un bianco IGT che viene prodotto da Dievole nella tenuta di Castelnuovo Berardenga. Il Campinovi è Trebbiano toscano in purezza (precedentemente era fatta con 20% di Malvasia) che, dopo una fermentazione spontanea in cemento, viene spostato in botti di rovere. Questo processo permette di ottenere un vino molto profumato, elegante in bocca e con una marcata acidità. Queste caratteristiche lo rendono un vino molto versatile che si presta a svariati abbinamenti. E’ perfetto con i primi e secondi di pesce ma va benissimo anche con le carni bianche. Per esempio io l’ho abbinato con dei bocconcini di pollo con una leggera panure di erbe aromatiche. Per completare il piatto ho preparato una panna acida per aggiungere un po’ di grassezza al pollo e temperare l’acidità del vino.

Il mio consiglio è di tenere sempre una bottiglia di Campinovi in frigo e la vostra cena last minute con gli amici sarà pronta in men che non si dica! Alla prossima!