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La storia del vino: le tappe più importanti dall’antichità ai nostri giorni

C’era una volta il vino, bevanda alcolica prodotta dalla fermentazione dell’uva e le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Pensate, infatti, che la storia del vino inizia nella Preistoria, periodo al quale risalgono alcune tra le prime testimonianze archeologiche della pianta dell’uva, la vite. Ma vediamo insieme quali sono le tappe principali della storia del vino che si intrecciano inesorabilmente con la storia dell’umanità.

Preistoria: quando ebbe inizio la storia del vino

 

Si ipotizza che gli uomini primitivi raccogliessero uva selvatica per poi conservarla in contenitori dove, dopo un po’ di tempo, iniziava appunto il processo di fermentazione alcolica. Si tratterebbe dunque di una invenzione casuale. Le prime tracce della coltivazione della vite si trovano in Asia minore, nelle terre comprese tra il Tigri e l’Eufrate.

Il vino nell’antichità: egizi, greci e romani

Anfora greco romana.

È nell’antico Egitto che sono nati i primi grandi viticoltori e consumatori di vino. Erodoto descrive infatti i festeggiamenti del plenilunio come un insieme di persone in preda all’ubriacatezza. A quell’epoca i vini erano soprattutto rossi e venivano conservati in anfore con un sigillo del produttore che riportava l’anno della vendemmia.

Con l’emergere della civiltà greca, la pratica della vinificazione si perfeziona e lo stato di ubriacatezza inizia ad assumere un carattere sacra, tanto che uno degli dei dell’Olimpo è proprio il dio del vino, Dioniso, figlio di Zeus.

Dai Greci la cultura del vino si diffonde ai Romani. Il vino nell’antica Roma veniva bollito per conservarlo meglio e in questo modo si trasformava in un liquido denso e dal sapore dolce. In genere veniva allungato con acqua, a volte con quella di mare, per renderlo meno denso e meno acido.

Tra i ricchi romani era molto diffuso il “mulsum”, ovvero il vino con il miele. Ma si usava speziare questo prezioso nettare anche con zucchero di canna, pepe, petali di rose, cannella, zafferano e altre spezie. Poi veniva conservato in recipienti di terracotta con un rivestimento di pece e messo vicino alle canne fumarie. Ciò dava al vino un gusto tendente all’affumicato. Solo gli uomini lo potevano bere, alle donne infatti era vietato. Al popolo dei Galli si deve invece l’invenzione di uno strumento che rivoluzionerà la conservazione e la storia del vino: la botte di legno.

La storia del vino nel Medioevo

È grazie ai monaci benedettini e cistercensi che nel Medioevo sopravvive e si sviluppa ulteriormente la cultura del vino.
I monaci infatti inventano nuovi uvaggi e sperimentano nuove tecniche. Si deve per esempio a un benedettino italiano la nascita del metodo della rifermentazione in bottiglia, che poi è stato ripreso da Dom Pérignon, ovvero l’inventore dello champagne.

 

 

Il Rinascimento del vino

Con il Rinascimento, i mercanti olandesi, inglesi e veneziani trasportano per nave migliaia di ettolitri di vino, mentre i grandi Chateaux di Bordeaux cominciano a produrre i grandi vini di pregio e a conquistarsi la fama.

La storia del vino: il Settecento

Durante il secolo dei Lumi, grande impulso viene dato alle tecniche di produzione del vino e vengono fatte scoperte molto importanti, come per esempio l’imbottigliamento con il tappo di sughero e i torchi. Inoltre viene messa a punto la tecnica Champenois e vengono studiati anche i lieviti e lo zolfo.

E sempre in questo periodo Francia riesce a imporsi per i suoi grandi vini provenienti da zone come quelle del Bordeaux e della Champagne.

E la vite inizia a diffondersi in tutto il mondo, ed è proprio con questa diffusione a livello globale che vien fuori un grande nemico del vino: nel 1850 sbarca infatti dal Nuovo Mondo la fillossera, un afide che divorerà le viti europee per circa una quarantin di anni, impegnando i vignaioli in una lotta dura e costosissima e che viene vinta solo nel 1910 grazie all’idea di un francese di innestare le viti europee sui ceppi di vite americana.

Solo in alcune aree esistono dei vigneti che hanno resistito all’attacco della fillossera. Si tratta dei vitigni “franchi di piede”, proprio perché hanno mantenuto i loro ceppi originali e non sono state innestate. In Italia si trovano in alta Val d’Aosta, nell’area flegrea in Campania e alle pendici dell’Etna in Sicilia.