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Scoppio del Carro: la tradizione Pasquale Fiorentina

 

Come ogni anno la città di Firenze si prepara all’arrivo della domenica di Pasqua e al famoso scoppio del carro. Si tratta di una delle tradizioni più antiche, nata oltre nove secoli fa con la nobile famiglia Pazzi, e ancora oggi celebrata dal Comune di Firenze e dai fiorentini.

L’imponente carro, anche detto il “Brindellone”, è costituito da tre piani e allestito nella parte superiore dagli stendardi dei quattro storici quartieri fiorentini: Santa Maria Novella, San Giovanni, Santa Croce e Santo Spirito. Trainato da due buoi bianchi, ornati di ghirlande floreali, il carro parte dal deposito di Porta al Prato e sfila per le vie di Firenze sino alla cattedrale di Santa Maria del Fiore, meglio nota come il Duomo. Al suo seguito un corteo agghindato per l’occasione in abiti storici composto da armate, percussionisti, sbandieratori e dalle più importanti autorità civili.

Scoppio del carro: tra fede e tradizione

Lo scoppio del carro trae origine dalle gesta di un giovane fiorentino, Pazzino de’ Pazzi, durante la prima crociata della guerra santa del 1099. Secondo la tradizione popolare, dopo aver superato per primo le mura di Gerusalemme, Pazzino pianta nel punto più alto il vessillo cristiano. In seguito alla sua valorosa impresa riceve in dono dal comandante Goffredo IV di Buglione tre pietre focaie provenienti dal Sacro Sepolcro.

Inizia così la tradizione della famiglia Pazzi, oggi nota come lo scoppio del carro. Anticamente, il sabato santo veniva tramandata l’usanza di distribuire il fuoco santo per la città, come segno della resurrezione di Cristo. I fiorentini accorrevano al carro dove ardeva il fuoco generato dalle pietre e accendevano ceri e candele per portare la fiamma purificatrice in ogni focolare domestico.

Scoppio del carro: la colombina

Lo scoppio da dentro il Duomo / ph. Yann le Moing su Flickr

Oggi l’usanza dello scoppio del carro si ripete con alcune variazioni negli atti cerimoniali rispetto al passato. Il carro attuale risale al 1765 (ricostruito dalla famiglia Pazzi dopo il danneggiamento di quello precedente a causa dei fuochi), acquista una posizione fissa tra il battistero e la cattedrale ed è munito di un carico esplosivo di mortaretti, castagnole, girandole e fuochi d’artificio.

Al culmine della messa, nel momento del soave canto del Gloria in excelsis Deo, l’arcivescovo che benedice la folla ha il compito di accendere il sacro fuoco, ovvero la miccia di un razzo a forma di colomba, noto come la “colombina”. Dal centro della navata si estende un cavo di 150 metri che direziona la colomba in volo verso l’esterno della cattedrale fino al carro. Si dà così vita a uno spettacolare gioco pirotecnico di fuochi d’artificio. Tra il frastuono degli scoppi e il suonare delle campane viene distribuito simbolicamente lo spirito santo a tutta la città con una pioggia di scintille luminose e colorate.

Una volta dissolta la nuvola di fumo che avvolge la piazza, il rito dello scoppio del carro si conclude con il ritorno della colombina verso l’Altare Maggiore, simbolo di buono auspicio per la città. A riguardo i fiorentini sono molto superstiziosi, soprattutto se si pensa al tragico evento dell’alluvione del ’66, anno in cui la colombina non fece il suo rientro nella cattedrale. Anche il 1 aprile 2018 il meccanismo della colombina si inceppò. Anno sfortunato? Chissà!

Scoppio del carro: curiosità

Il corteo storico

Lo scoppio del carro è una ricorrenza imperdibile, sia per i fiorentini sia per i turisti, partecipi di una manifestazione in cui si unisce il sacro e il profano. Le celebrazioni in realtà iniziano già il giorno della vigilia di Pasqua, quando il Gonfalone, protettore del sacro fuoco, si reca alla Chiesa dei SS. Apostoli per prelevare il reliquario con le pietre e portarle all’interno del Duomo.

Il Brindellone, trainato dai suoi buoi infiorati, esce da un grande portone in zona Porta al Prato intorno alle 8 del mattino per arrivare alle 11 al sagrato del Duomo dove avrà inizio il tanto atteso scoppio del carro, dalla durata di venti minuti. Il corteo che lo segue è composto da una rappresentanza di Bandierai degli Uffizi con esibizioni di sbandieratori e musici, dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina in tenuta da parata militare cinquecentesca e anche dai giocatori del celebre calcio storico fiorentino che sfilano anch’essi a ritmo dei rulli di tamburi. La tradizione vuole che durante questa cerimonia, intorno alle 10.15, ci sia il sorteggio per l’abbinamento delle partite del torneo di San Giovanni. Verranno quindi estratte le palline dei quattro colori dei quartieri che si sfideranno a giugno.

Non è possibile prenotare posti per poter assistere allo spettacolo dei fuochi. È consigliato arrivare la mattina presto in Piazza del Duomo e cercare di accaparrarsi il miglior posto per avere un’ottima visuale!

 

L’immagine in evidenza è di Danella Lucioni @wakeuptotheduomo

Articolo di Laura Letizia