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I Medici bevevano il Vino?

I Medici sono una delle più note famiglie del Rinascimento e i loro saggi investimenti hanno senza dubbio contribuito a creare la grandezza di Firenze. Il Banco dei Medici fondato da Giovanni divenne in poco tempo la più grande e famosa banca di quel periodo e le loro eccellenti doti diplomatiche hanno permesso di siglare accordi con istituzioni ed ecclesiastici, compreso il Papa. Sono proprio questi i motivi per cui la loro incredibile storia è stata ricostruita nel telefilm RAI “I Medici” con il grande Dustin Hoffman e Richard Madden, giovane talento in ascesa. La prima stagione si è conclusa con un grandioso e inaspettato finale, ma non preoccupatevi, non vogliamo svelarvi niente!

Dunque, in una regione ricca di natura che si contraddistingue per la grande variabilità dei suoi vitigni, la domanda è: i Medici bevevano il vino? Per restare forti e in salute, la loro dieta giornaliera era composta da una vasta gamma di cibi genuini, sopratutto carboidrati, carne, verdure e, ovviamente, vino. Era la loro bevanda preferita e veniva spesso sorseggiata per siglare nuovi accordi e addirittura “risolvere problemi” – dimostrando che anche un delizioso nettare come il vino può nascondere un torbido lato oscuro.

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Giovanni de’ Medici (interpretato da Dustin Hoffman) mentre assaggia un chicco di uva rossa – foto da “I Medici” S01E01

Il Trebbiano – un vino bianco fruttato che di solito cresceva nelle valli appena fuori le mura di Firenze – era molto popolare. Il vino veniva calato dentro a delle frasche nell’acqua gelida dei pozzi e tenuti lì per un bel po’ finché non raggiungevano la giusta temperatura per essere servito. I grappoli d’uva venivano spesso mischiati con altre varietà come la Malvasia in modo da ottenere un nettare più forte da gustare in occasioni speciali o durante i banchetti. Caterina de’ Medici, dopo aver sposato il re di Francia, Enrico II, importò questa varietà oltralpe e oggi viene utilizzato per preparare il Cognac e l’Armagnac – grazie all’elevato tasso di acidità.

Già nel Medioevo, Carmignano era conosciuto per la buona qualità dei suoi vini. Nel 1716, il Granduca di Toscana, Cosimo III de’ Medici, individuò quattro aree della Toscana che producevano le migliori qualità – naturalmente era inclusa anche la zona del Chianti con il Sangiovese. Carmignano era una di queste aree e gli fu data protezione legale mentre agli altri territori fu proibito di utilizzare lo stesso nome per i loro vini. In pratico divenne il vino ufficiale della famiglia Medici. Il suo prestigio aumentò negli anni fino a quando la regina d’Inghilterra, Anne, richiese delle spedizioni regolari per tutta la sua famiglia. Altre varietà di rossi furono prodotti dai Medici utilizzando le uve prodotte nella cosiddetta “Lega del Chianti” che utilizzava già il simbolo del Gallo Nero ed era suddiviso in tre grandi terzieri: Castellina, Gaiole e Radda.

 

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I Medici a cena mentre mangiano cibi genuini e vino rosso  – foto da “I Medici” S01E02

Il vino era veramente apprezzato dalla famiglia Medici ma non veniva utilizzato soltanto per dissetarsi. L’arte nera dell’avvelenamento era una pratica abbastanza comune durante il Rinascimento e negli Archivi Granducali dei Medici sono conservati numerosi documenti che confermano il coinvolgimento di Cosimo I de’ Medici nell’assassinio di Piero Strozzi – membro di una delle altre famiglie facoltose di Firenze – tramite cibo e vino avvelenato. Anche il figlio di Cosimo, Ferdinando, fu sospettato di aver ucciso suo fratello maggiore per ottenere il titolo di Granduca. Gli archivi della famiglia mostrano che spesso il vino era utilizzato per risolvere problemi e controversie. Il veleno era spesso privo di odore e sapore, perfetto per essere sciolto nel vino, e le vittime erano generalmente capi di stato o nemici della famiglia.

Dunque i Medici bevevano il vino? Certo che sì – e lo utilizzavano anche per altri scopi!

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