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Intervista con Filippo Bartolotta: Che Vino Sei?

Quale vino rispecchia la tua personalità? Il sommelier Filippo Bartolotta svela tutti i dettagli per scoprirlo. Vi siete mai chiesti perché tendiamo a preferire una tipologia di vino piuttosto che un’altra? Questione di gusti, effettivamente, ma anche di archetipi. In Di Che Vino Sei? (Rizzoli, 2018) Filippo Bartolotta, wine educator e sommelier, nonché uno dei più conosciuti ambasciatori del vino italiano nel mondo, ha ideato un modello di autoanalisi della personalità enologica. Una mappa orientativa basata su dodici archetipi in grado di individuare quello che al nostro palato piace di più. Ma anche un viaggio attraverso il mondo del vino, dalla nascita allo sviluppo del cosiddetto Mondo Nuovo, accompagnato da aneddoti sul percorso che ha portato Filippo ad essere il sommelier di Barack e Michelle Obama nel corso della loro ultima visita in Italia, nella primavera del 2017.

Dievole: Come nasce l’idea di individuare i dodici archetipi? Qual è stato il processo di studio e di analisi che ti ha portato alla scrittura di questo libro?

Filippo Bartolotta: Facendo tante degustazioni con persone provenienti da tutto il mondo, mi sono reso conto che esistono dei “modelli di palato.” Ho notato che ci sono persone a cui piacciono vini morbidi, rotondi e cremosi, mentre altri preferiscono etichette più corpose, importanti. Ma esiste anche un tipo di comportamento che si adotta quando si parla di vino: c’è chi beve velocemente, chi si prende tempo per capire cosa sta andando ad assaggiare, a chi piace scegliere il calice e così via. Ho dunque iniziato un lungo percorso di studio e analisi e, partendo degli archetipi Junghiani e dai tipi ideali di Weber, ho delineato questa mappa che individua le varie tipologie personalità e di palato. A un certo punto ho anche pensato che non potesse diventare realtà; è stato un lungo e appassionante viaggio.

D: “Non facciamo parte sempre dello stesso archetipo” – Quanto è cambiato nel tempo il modo di approcciarsi al vino di Filippo Bartolotta?

FB: Un po’ come cambia a tutti. All’inizio si preferisce assaggiare le varietà più importanti, quelle fondamentali, per imparare e conoscere. Poi con il tempo subentra la volontà di saperne di più, di approfondire, di conoscere cose con più carattere. Proprio come con la musica: si rimane affascinati dalla musica pop, dal ritornello accattivante e poi si inizia a ricercare, ad approfondire i propri orizzonti.

Filippo Bartolotta ha provato tutti i vini di Dievole

Filippo ha provato tutti i vini di Dievole

D: Secondo te quale dei dodici archetipi si addice di più agli amanti dei vini di Dievole? 

FB:  L’archetipo dell’Amante perché produce molte etichette con passione ed entusiasmo, seguito dall’Angelo Custode perché profondamente legato al territorio e alla tradizione. E poi L’Esploratore perché allo stesso tempo c’è la volontà di non sedersi sugli allori, di innovare, di sperimentare nuove tecnologie che fanno riferimento e si ispirano al passato pur guardando al futuro.

D: E Obama? Qual è il suo archetipo? 

FB: Obama è uno strano incrocio tra Uomo Comune e Sovrano. A lui piacciono vini semplici, non troppo complicati da comprendere. Ma, allo stesso tempo, durante un breve gioco di degustazione, ha segnato le sue risposte in maniera netta, senza esitazioni o sbavature, proprio perché sa ciò che vuole e come lo vuole.

Quella volta che Filippo ha scelto il vino per Obama

D: Una parte del libro è dedicata a un viaggio storico e antropologico nel mondo del vino: dai Romani al Nuovo Mondo. Secondo te qual è il futuro del vino? Cosa riserva il futuro a questa industria? 

FB: Partire dal passato è molto importante perché altrimenti ci sarebbe solo un calice e un sommelier in grado di leggere un vino senza conoscerne la storia. Il mondo del vino è interessante perché tutto dipende da quello che la natura decide di fare. Questo vuol dire che bisogna restare con i piedi per terra, ma allo stesso tempo avviare progetti di sviluppo ed investimento che non sono mai a breve termine. Chi investe nel vino ha coraggio e pazienza di raccogliere i risultati a lungo termine. Il futuro dell’industria vede i grandi comprendere e rispettare la natura, proprio come sta facendo Dievole da diverso tempo.

Anche nelle giornate di relax, Filippo Bartolotta ha sempre del vino in mano

Anche nelle giornate di relax, Filippo ha sempre del vino in mano

D:  Qual è la prima cosa che cerchi assaggiando una nuova etichetta

FB: La tipicità. La relazione tra un vino e il territorio di origine è per fondamentale. Quando riesco ad avere questa sensazione sono felicissimo perché vuol dire che sto bevendo un ottimo vino.

D: Se potessi tornare indietro nel tempo e partecipare alla vendemmia di un’annata storica, quale sceglieresti?

FB: 1961. Vorrei poter avere la possibilità di vedere il succo spremuto sapendo che diventeranno dei capolavori assoluti.