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Il Profumo del Vino: quali sono i sentori del vino Toscano e come riconoscerli

Cos’è il profumo del vino, o i sentori, e come riconoscerlo? Dalla ciliegia al mirtillo, esploriamo insieme i principali sentori del vino Toscano.

L’inverno, tempo della carne sulla brace, della selvaggina e delle castagne arrosto, tempo divino rosso. In Italia abbiamo tanti rossi di “razza” e non, più o meno famosi, ma sono proprio i vini toscani ad essere considerati quelli “invernali” per eccellenza. Che sia un Brunello di Montalcino, un Chianti Classico o un Nobile di Montepulciano, questi noti vini toscani sono tutti quanti fatti a base di Sangiovese, uno dei più importanti vitigni in Italia, tra i più coltivati nel nostro paese.

Il profumo del vino: I vini di Sangiovese con i piatti invernali a base di carne

I vini di Sangiovese con i piatti invernali a base di carne

Il Sangiovese nel vino Toscano

Ça va sans dire, la produzione di vino in Toscana non si basa solo sul Sangiovese. Basta ricordare la Vernaccia di San Gimignano o il mitico Vinsanto, fatto per la maggiore con Trebbiano Toscano e Malvasia. Poi torniamo ai rossi ed ecco che spuntano Morellino di Scansano ,con un minimo di 85 % di Sangiovese nella sua composizione, e Carmignano, con almeno 50% di Sangiovese. Altri vitigni minori utilizzati per i blend sono Alicante, Ciliegiolo, Colorino, Malvasia Nera, Canaiolo, Montepulciano, Merlot, Syrah, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon.

Naturalmente, tra i vini Toscani non dimentichiamo i famosi Supertuscans e i vini dal taglio Bordolese. Questi “mostri sacri”, anche se prodotti un po’ in tutta Italia, per la maggior parte nascono in Toscana, specie in Maremma e nella zona di Bolgheri. Ma c’è un ma: il taglio Bordolese è un assemblaggio di vitigni internazionali, Merlot e Cabernet Sauvignon e/o Cabernet Franc, perfetti nell’unire le loro caratteristiche e ottenere dei vini unici, eleganti e di grande impatto. Peccato però che per quanto siano prestigiosi e ricercati, i vitigni non sono autoctoni toscani.

Così, alla fine, ritorniamo al punto di partenza: è il Sangiovese la base di tutti i vini toscani più noti. La legittima domanda è: ma allora il Chianti Classico, il vino Nobile di Montepulciano o il Brunello di Montalcino, prezzi a parte, come si fanno a riconoscere?

Le caratteristiche del Sangiovese declinato per tipologia di vino Toscano

Il colore del sangiovese

Il colore del sangiovese

Per iniziare riassumiamo le caratteristiche in comune di Sangiovese.

  1. Il colore del vino è rosso rubino brillante, tendente al granato dopo qualche anno di invecchiamento.
  2. Al naso i sentori più importanti sono quelli di ciliegia, amarena, frutti rossi tra cui spuntano mora e prugna, a volte violetta e rosa, seguiti da muschio, sottobosco, funghi.
  3. In bocca è generalmente asciutto, strutturato, ha un buon tannino morbido.

Ma entriamo nel dettaglio. Il Chianti Classico al naso è floreale, ha i sentori di viola e di frutti di bosco, con delle note spezzate e balsamiche, Proprio come quello di Dievole Chianti Classico Vigna di Sessina Gran Selezione, che al palato risulta essere asciutto, vellutato, leggermente tannico.

Il Vino Nobile di Montepulciano ha un profumo intenso e balsamico, con le note minerali. In bocca ha dei sentori floreali, di confettura e di frutti rossi. È intenso, equilibrato, ha una buona acidità.

Brunello di Montalcino risulta essere molto più ricco in tutti i sensi ed è comprensibile. Le intense note di frutti rossi si arricchiscono dei sentori di caffè, di sottobosco, di muschio e di funghi, anche se la viola è sempre presente, e anche qualche gradevole nota balsamica. In bocca è elegante, equilibrato, caldo, ma anche fresco, dai tannini delicati. Ne è un perfetto esempio il Brunello di Montalcino Riserva 2012 di Podere Brizio.

Come riconoscere i profumi nel vino

Va bene la teoria, ma è sul campo che cominciano i problemi. A chi non è capitato di annusare qualcosa e pensare “Oddio, lo conosco, ce l’ho sulla punta della lingua, ma non mi viene in mente!” C’è un metodo per riconoscere con certezza tutti questi profumi?

Vi svelo un segreto. Tutto sta nell’allenamento dell’olfatto. Per iniziare potete acquistare uno dei kit contenentile fialette dei profumi principali: rosa, fragola, frutti di bosco, legno, muschio ecc. Oppure annusate, annusate, annusate. Chiudete gli occhi e annusate le spezie che avete in cucina, cercando di memorizzarne il profumo, i fiori mentre fate una passeggiata, una vaschetta di lamponi, i funghi freschi, la confettura di frutti rossi, le erbe aromatiche sul balcone o una vecchia cintura di cuoio. E poi fatevi interrogare dalla vostra dolce metà o da un amico. Ma soprattutto non trascurate la parte pratica: un brindisi ogni tanto fa bene a tutti i sensi.

 

Articolo di Giulia Nekorkina