il blog di Dievole

Previsioni per l’annata 2016

Si conclude così un’altra vendemmia e la cantina di Dievole è già in piena attività. Monitoriamo attentamente lo stato del mosto con in mente la qualità del futuro Dievole Chianti Classico annata 2016. Il nostro enologo Giovanni Alberio ci offre un resoconto dell’avanzamento dei lavori e ci dice cosa possiamo aspettarci da quest’annata.

L’estate quest’anno si è fatta attendere, alternando giornate tiepide a notti fresche. Come speravamo, Luglio e Agosto invece sono stati mesi particolarmente caldi e secchi, tuttavia le viti non hanno mostrato stress grazie alle radici ben sviluppate e profonde, producendo uva di gran qualità.

L’inizio del mese di Settembre è stato particolarmente piovoso con maggior escursione atmosferica tra giorno e notte, dando così modo all’uva di maturare giusto in tempo per la vendemmia, svoltasi durante le prime settimane del mese.

Come sempre, abbiamo prestato particolare attenzione alla selezione dell’uva durante la fase del raccolto.  Ogni grappolo è raccolto a mano e trasportato alla cantina in perfette condizioni. Vi si riscontrano livelli ottimali di acidità e Ph. “I chicchi sono ricchi di antociani e polifenoli,” afferma Alberio, quindi “v’è un ottimo grado potenziale alcolico.”

Seguendo l’iter che ci contraddistingue, le uve sono state sofficemente pigia-diraspate. Il mosto quest’anno, per la prima volta, è stato messo a fermentare in tini di cemento grezzo non trattato, novità annunciata già a partire dall’anno scorso quando abbiamo presentato la nostra nuova linea di Chianti Classico 2013 e il Riserva. Questo importante passaggio evidenzia un ritorno alla tradizione toscana con un metodo che farà ulteriormente risaltare il terroir naturale del Sangiovese.

Per la prima volta a Dievole, l'annata 2016 è messo a fermentare nelle vasche di cemento.

Per la prima volta a Dievole, l’annata 2016 è messo a fermentare nelle vasche di cemento.

Il mosto è lasciato a fermentare su lieviti autoctoni per 14 giorni ad una temperatura stabile di 28 gradi. Questa fase di trattamento è particolarmente delicata e l’intervento è minimo, così da assicurare il natural susseguirsi dei processi.

I vini ad una prima analisi organolettica risultano essere di profondo spessore, con predominanza di frutti rossi, ottimo e maturo tannino e buone acidità. Alberio afferma che “L’annata 2016 promette quel tipo di qualità che ci contraddistingue”, un classico Chianti Classico, espressione più vera del Sangiovese che coltiviamo in questo specifico lembo della Toscana.