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Chianti e Chianti Classico: la stessa anima per due vini diversi

Sentiamo spesso dire dagli esperti che Chianti e Chianti Classico sono due vini molto simili, ma sostanzialmente diversi. Un po’ come due fratelli gemelli: la somiglianza è evidente, eppure non potrebbero avere caratteri più diversi. Cerchiamo quindi di entrare più nello specifico e capire esattamente cosa cambia fra questi due vini.

Entrambi nascono da uno dei vitigni più importanti d’Italia: il sangiovese. Ma nessuno dei due è di solito puro al 100%, entrambi infatti incontrano -in percentuali diverse- altri uvaggi come il Canaiolo, il Colorino, il Merlot o il Syrah. E qui arriviamo alla prima grande differenza: la percentuale delle altre uve. Se per il Chianti abbiamo un 70% sangiovese e un 30% di altri acini, nel Chianti Classico i numeri salgono: per poter dire di aver a che fare con un Classico il sangiovese deve essere almeno all’80%.

La seconda differenza invece ha a che vedere con l’area geografica. La zona del Chianti Classico è infatti molto più ristretta rispetto ai vasti spazi del Chianti. Se riprendiamo il famoso decreto di Cosimo III scopriamo che in realtà fissava i limiti del Chianti Classico, così chiamato perché considerato il migliore dove piantare le viti. Qualcuno dice poi che con «Classico» si è anche voluto intendere primo e migliore.

Quindi entro quali confini il Chianti diventa classico?

Per ottenere questa denominazione le viti devono germogliare in uno di questi comuni: Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa.Forse sarebbe meglio metterli in ordine geografico, salendo da Sud a Nord per dare risalto al nostro Comune, Castelnuovo…

Per i veri appassionati c’è poi un’ulteriore distinzione: abbiamo il Chianti Classico Riserva e il Chianti Classico Gran Selezione. Qui la differenza è tutta nell’affinamento. Il Chianti Classico di norma dopo la maturazione deve stabilizzarsi almeno 12 mesi in bottiglia. Questa fase è chiamata appunto affinamento ed è la naturale prosecuzione dell’invecchiamento, che avviene invece nelle botti. Ecco, il Chianti Classico Riserva, rispetto a un normale Chianti Classico si affina per 24 mesi. Così come il Chianti Classico Gran Selezione l’affinamento sale a 30 mesi. Quest’ultimo vino in particolare poi si produce con un uve provenienti da un singolo vigneto, ed in generale -addirittura- da una selezione delle sue migliori uve.

Un’ultima curiosità: nel 2016 le due dominazioni Chianti e Chianti Classico compiono 300 anni. Si usa infatti considerare il decreto di Cosimo de’Medici del 1716 come la nascita ufficiale.