il blog di Dievole

Il Chianti Classico ha una sua casa

 

Perché il consorzio Chianti Classico ha aperto un sua “casa”?

winetasting

Il Consorzio ha acquistato con la Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico il convento di Santa Maria al Prato a Radda proprio con l’idea di avere un luogo dedicato alla promozione e valorizzazione del Chianti Classico all’interno del suo territorio di produzione.  Dopo un lungo restauro durato oltre 10 anni, oggi l’antico convento torna a vivere e ad essere un luogo di accoglienza: un centro culturale che apre le sue porte al visitatore del Chianti Classico per informarlo, incuriosirlo, stupirlo ma soprattutto per fargli vivere delle esperienze legate al marchio del Gallo Nero e alle tante anime che lo compongono.

Quali sono i diversi spazi che offre la Casa?

Un’enoteca e wine bar al piano inferiore con una magnifica terrazza sulle colline vitate del Chianti; il chiostro, il refettorio e la cucina al piano terra, una zona dedicata in particolare agli eventi enogastronomici, musicali e di intrattenimento; una serie di piccole aule al primo piano per la parte didattica; e infine, al secondo piano la parte dedicata alle esposizioni artistiche e culturali, che oggi ospita la mostra multimediale “Feeling Chianti Classico”.

Cos’è Feeling Chianti Classico?

earth

È un’esposizione sensoriale che guida la degustazione di un bicchiere di Chianti Classico. La prima stanza è dedicata al territorio: in sei teche sono esposti altrettanti campioni di terreno provenienti da diverse aree del Chianti Classico. In questa stanza il visitatore è invitato a versarsi un bicchiere di Chianti Classico, scegliendo fra 5 bottiglie bendate. Sarà proprio quel bicchiere la sua guida attraverso le restanti 4 stanze. La successiva è la stanza del colore; un pannello a tutta parete riporta la scala cromatica dal rosso porpora all’aranciato, passando per le varie sfumature di rubino. Una raccolta assolutamente inedita che riporta tutti i punti di colore ottenuti dalle fotografie di 18 campioni di Chianti Classico provenienti da aree diverse del territorio e da annate diverse. Inclinando il bicchiere il visitatore stesso può cercare il punto esatto di colore confrontandolo con il pantone che ha di fronte. La stanza successiva è quella dell’olfatto. Qui quattro campane di vetro proteggono altrettanti mix di aromi, miscelati ad hoc per far riconoscere i profumi del vino: fruttati, floreali, evoluti e terziari. Si passa poi alla stanza delle immagini, in cui sono proiettate a tutta parete e in un gioco di specchi le riprese aeree filmate con l’uso di droni. Infine si arriva alla stanza dell’assaggio. I pannelli conclusivi indicano su quali sensazioni si debba riporre l’attenzione: da quelle tattili sulla lingua, a quelle più diffuse che coinvolgono tutto il cavo orale. Solo scoprendo come si percepisce il tannino, la morbidezza e l’alcolicità e ricordando tutte le sensazioni registrate nelle stanze precedenti, si possono testare le conoscenze acquisite attraverso un quiz finale.

Abbiamo sentito che prima questo posto era un convento – che ci dice della storia?

chiostro

Il Convento risale al Settecento, quando l’oratorio romanico già esistente venne affidato ad una comunità di religiosi che si sono occupati della ristrutturazione e della costruzione della struttura adiacente l’attuale chiesa, oltre alla creazione del porticato a fronte di quest’ultima. Il toponimo “Santa Maria” ha origini molto antiche e l’edificio è ricordato sin dall’inizio del IX secolo come meta di pellegrinaggio. I religiosi vi rimasero fino al 1974. Nel 1996 è stato acquistato dal nostro Consorzio e dalla Fondazione.

Il vino ovviamente è protagonista – quali sono le attività collegate al vino che offrite?

tasting

C’è una sezione didattica, quella con i corsi sul vino e sul territorio realizzati a cura dell’Accademia del Chianti Classico (su prenotazione); un bookshop e l’enoteca consortile e l’area dedicata alle esposizioni. Ma la parte principale è naturalmente quella dedicata alle esperienze da vivere insieme al nostro vino. Per questo è stato creato un cartellone di eventi ispirati ma non imprigionati dal vino, che hanno lo scopo di raccontare il prodotto principe del territorio attraverso la sua cultura gastronomica e il suo patrimonio naturale e paesaggistico. La struttura è aperta tutti i giorni dal giovedì alla domenica. E negli altri giorni, per appuntamenti particolari. [Il calendario è sempre online!]

Ma per chi non beve, e per i bambini, cosa c’è?

Non a caso abbiamo anche realizzato a luglio un’iniziativa che si chiama Children Park. Si è trattato di un laboratorio sul campo per bambini: tra i filari del Chianti Classico per raccontare ai più piccoli attraverso il gioco l’importanza della terra, dei suoi frutti e del rispetto per la natura. Un’iniziativa che intendiamo ripetere in autunno. Poi,accanto al refettorio, abbiamo un’area dove i più piccoli possono dedicarsi al disegno e ad altre semplici attività in attesa che i propri genitori abbiano concluso la visita.

Per info:

www.casachianticlassico.it