il blog di Dievole

Brunello di Montalcino: la scoperta di un territorio

Descrivere la bellezza di Montalcino: unicità, storia, tradizione. Situato fra le meravigliose colline a circa 40km da Siena, fra la Val D’Orcia, la Valle dell’Asso e dell’Ombrone, quasi a delimitare un cerchio magico all’interno di una regione spettacolare che è la Toscana. Ma non solo, Brunello di Montalcino è uno dei terroir in cui si produce uno dei vini più rinomati in Toscana e in tutto il mondo. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

La storia

Una vista di Montalcino in tutta la sua bellezza

Una vista di Montalcino in tutta la sua bellezza

 

La fortuna del Brunello risiede – come sempre – nella volontà degli uomini che credono nelle enormi potenzialità di un territorio. Il grazioso paesino di Montalcino e le sue colline erano conosciute intorno al 1600/1700 per la produzione di un vino bianco dolce, molto gradevole e delicato (l’antesignano al Moscadello). Grazie alla forza di volontà e alla caparbietà di un garibaldino di nome Ferruccio Biondi Santi, intorno all’800 nasce il Brunello di Montalcino ottenuto dal Sangiovese, un’uva a bacca rossa molto diffusa nell‘Italia centrale.  Nello specifico si utilizza il clone locale Sangiovese Grosso, così chiamato per via dello spessore della buccia, in cui sono racchiuse la maggior parte delle sostanze che caratterizzano il vino.

Per diversi anni il Brunello di Montalcino è rimasto un vino poco diffuso, riservato a pochi appassionati. Solo nel corso degli anni ’50 alcuni produttori hanno iniziato a capire il suo grande potenziale fino al riconoscimento della DOC avvenuto il 28 marzo 1966. Un anno più tardi, nell’aprile del 1967, fu fondato il Consorzio del Brunello di Montalcino, con l’obiettivo di controllare e proteggere la produzione e diffondere in Italia e nel mondo la conoscenza del Brunello: un progetto di diffusione e tutela, che ogni anno apre le porte con Benvenuto Brunello, un evento a cui partecipano giornalisti e appassionati da tutto il mondo per assaggiare le nuove annate.

Brunello di Montalcino: è un vino per tutti?

Ad oggi le etichette di Brunello sono fra le più acclamate e sono sempre presenti nelle carte dei vini dei maggiori ristoranti. Certo, sono lontani i tempi in cui si vendeva sfuso: oggi i prezzi di queste bottiglie partono dai 30 euro fino ad arrivare ad alcune particolari etichette che superano i 50 mila euro. Fortunatamente i locali lo propongono anche al calice per farlo scoprire a chi non lo ha mai assaggiato e offrire una scelta più variegata agli appassionati che vogliono farsi un’idea dei diversi territori senza spendere cifre esorbitanti. Come ogni zona di grande prestigio, la sottodivisione in zone è molto marcata e sta permettendo di conoscere le mille sfumature che questo meraviglioso territorio ha da offrire.

Quale Brunello di Montalcino sei?

Un bellissimo tramonto nel cuore di Montalcino

Un bellissimo tramonto nel cuore di Montalcino

 

La zona di produzione si può suddividere in quattro aree principali o versanti:

  • Nord: siamo nel pieno del clima continentale europeo e la tramontana abbassa di molti gradi la temperatura invernale, vivendo escursioni elevate fra notte e giorno. Il terreno è’ molto fertile e più ricco che in altri versanti. Il Brunello di questa zona spesso regala un bouquet più profumato e carico e un corpo molto robusto.
  • Ovest: qui arrivano le brezze marine trasportate dal maestrale che donano alle uve un imprinting salmastro. La terra qui è più grossolana, sassosa con un mix di argilla. Con questa piena varietà minerale a disposizione, il vino sara’ sempre ricco e riconoscibile e con note finali più sapide.
  • Sud: le terre sono raccolte in una conca ideale, riparata dai venti dominanti. La temperatura media è elevata. La pioggia è più rara e i terreni più permeabili, ricchi di scheletro e calcare, poco fertili e secchi, duri alle lavorazioni. Qui le doti di rusticità della vite sono pienamente esaltate. Il Brunello prodotto in questo versante avrà una componente alcolica più marcata.
  • Est: Questo versante guarda il monte Amiata, si raggiungono le altitudini più elevate. I venti battono la zona e contribuiscono a rendere sana l’aria, è più pungente. Il terreno è misto con ampie zone di crete, miste a sabbia e a formazioni di calanchi. Il vino qui risulta più verticale e dal corpo più snello, ma allo stesso tempo esprime caratteri più profondi.

Brunello di Montalcino: Da dove iniziare?

Brunello di Montalcino Riserva 2012 - Podere Brizio

Brunello di Montalcino Riserva 2012 – Podere Brizio

 

Sicuramente la cosa migliore da fare è prendere un qualsiasi mezzo a vostra disposizione, saltarci su, e arrivare in questo cerchio magico, come amo chiamarlo, per godere di questo luoghi, dei paesaggi, della sua gente e dei suoi prodotti partendo dal vino e abbinandolo ai piatti tipici. Se così non fosse, allora iniziamo dal bicchiere, mezzo da non sottovalutare per il teletrasporto, perché in grado di racchiudere tutti quei luoghi che che ancora non si conoscono. Qualche etichetta per cominciare? Brunello di Montalcino di Poggio Landi e Brunello di Montalcino di Podere Brizio, ovvio!